3 giorni in Toscana
Diario di viaggio

Alla scoperta della Toscana – Parte 1

Il viaggio di andata: Piemonte-Toscana

3 giorni a disposizione per visitare la Toscana: si parte giovedì pomeriggio e si torna domenica sera.

Dopo aver organizzato quasi nei minimi dettagli l’itinerario di 3 giorni in giro per la Toscana carichiamo il camper e partiamo. Ovviamente siamo in ritardo di un’ora e mezza sulla tabella di marcia, ma abbiamo tutta la sera davanti, non ci facciamo prendere dall’ansia. La Torino-Savona è piena di lavori e con il buio Andre inizia a sentirsi un po’ teso. Vedendo che più ci avviciniamo alla meta più il navigatore ritarda l’orario di arrivo, decidiamo di fare sosta in autogrill per cenare velocemente con un pezzo di pizza (promemoria per i prossimi viaggi: portarsi un pasto mordi e fuggi per il viaggio in caso di emergenza).

Arriviamo nel parcheggio prestabilito di Peccioli (PI) intorno alle 24 e finalmente andiamo a dormire.

Venerdì: Peccioli, Lajatico e Ghizzano

Mattinata a Peccioli

Ci svegliamo intorno alle 7. Come prima cosa ci godiamo la vista sul paesino dalla finestra della mansarda e poi ci vestiamo per andare a scattare qualche foto all’esterno. L’aria è fresca e intorno a noi non c’è nessuno. Rientriamo in camper per fare colazione con brioche, caffè e succo e prepariamo gli zaini per esplorare il paesino.

Arrivano dei piccoli Birò che scopriamo si possano noleggiare per visitare più comodamente il paese. Una signora sta parlando al telefono e appena sento il suo accento sorrido e mi ricordo di essere effettivamente in Toscana, la regione delle C dimenticate.

Ogni angolo di Peccioli ci fa esclamare “Wow, che figo, pazzesco, stupendo“. Sarà l’entusiasmo del primo giorno o l’estrema bellezza del luogo? Notiamo la pulizia delle strade, l’ordine, la cortesia degli abitanti. Il paesino è calmo, la gente che si incontra per fare quattro chiacchiere è rispettosa del silenzio che caratterizza questo luogo, nel quale regnano i canti degli uccellini. Incrociamo sguardi amichevoli, e ci sentiamo estremamente grati dell’esperienza che stiamo vivendo. Camminando per le piccole e ripide viuzze si sente l’amore degli abitanti nei confronti del proprio paese, si ammirano opere d’arte a cielo aperto che lo rendono unico, e si scoprono scorci indimenticabili ad ogni angolo.

Passiamo davanti alla pasticceria del paese, che scopriamo essere citata anche in un libro ambientato qui a Peccioli (Il cacciatore di anime), e torniamo al camper a malincuore.

Tappa imprevista a Lajatico

Non era nell’itinerario. Ma ci siamo detti: “Cosa saranno mai una ventina di minuti?” Quindi improvvisiamo e partiamo verso il Teatro del silenzio di Lajatico. Al nostro arrivo alcuni addetti ai lavori stanno prendendo misure e decidendo cose, presumo per un prossimo evento. Dopo qualche minuto, essendo ora di pranzo, abbandonano il luogo e rimaniamo soli. Il panorama è mozzafiato. Distese interminabili di prato, colline in lontananza, il cielo azzurrissimo che contrasta con le nuvole bianche dalle forme allungate.

La gratitudine è alle stelle. Siamo nel nulla, siamo solo noi. Ogni altra attività che ci viene in mente di fare ci distrarrebbe dallo spettacolo naturale che i nostri occhi stanno bramando, per cui desistiamo e ci godiamo il panorama. Dopo un rapido giro all’interno del teatro torniamo al camper e ci prepariamo una pasta al ragù di lenticchie.

Il sole è caldo ma c’è un po’ di venticello. Alcune persone arrivano e se ne vanno. E’ il momento di andarcene anche per noi. Abbiamo un’altra tappa oggi: Ghizzano.

Pomeriggio a Ghizzano

Per arrivare a Ghizzano percorriamo una strada che sicuramente un camper saggio non dovrebbe fare. Abbiamo incontrato per strada un signore che ci ha indicato il percorso verso Ghizzano, gli abbiamo fatto notare, nel caso non ci avesse fatto caso, che abbiamo un camper, ma lui dice di proseguire, tranquilli. Quindi ci fidiamo, anche se un po’ titubanti vedendo quello che ci aspetta, e affrontiamo: sterrate, ponticelli sul fiume, ripidi tornanti e anche quando sembra che non ce la potremmo fare… Bilbo ce la fa! Piano, con calma, ma ce la fa!

Arrivati in paese, parcheggiamo e notiamo in lontananza una statua di pavone…che (uh guarda!) si muove…e quindi forse non è una statua…oh caspita è un pavone vero!!! Non appena il cervello decifra correttamente quello che sta accadendo, manda l’impulso agli arti superiori di recuperare le macchine fotografiche e a quelli inferiori di avvicinarci il più possibile.

Foto al pavone, scattate. Si prosegue verso il centro del paese. Complice la bassa stagione veniamo accolti da un paese quasi deserto. Le poche persone che incrociamo ci guardano con un po’ di freddezza. I negozi sono chiusi già alle 4 del pomeriggio. Completiamo il giro in un’oretta e mezza circa. Non ci sentiamo pienamente soddisfatti e decidiamo di non passare la notte qui ma di avviarci già verso la tappa del giorno successivo.

Sabato a Vinci

Per la strada da Ghizzano verso Vinci, Andrea decide di fermarsi a prendere un po’ di pane per la cena. Se ne esce con 14 euro, i peggiori mai spesi, tra pane, biscotti secchi e schiacciatine. Gli ricordo che non dovrebbe comprare cibo a stomaco vuoto, perchè la fame gli annebbia il cervello, e proseguiamo verso il parcheggio.

Il tramonto ci accompagna, curva dopo curva, e una volta arrivati il panorama è, anche qui, stratosferico. Abbiamo la visuale sui paesi sottostanti. La strada è parecchio trafficata: essendo tra distese di ulivi pensavamo fosse molto più tranquilla, ma non è un grosso problema. La cena non ci soddisfa, guardiamo sul tablet una puntata di Che Dio ci aiuti, osserviamo ancora una volta il panorama con le lucine in lontananza a tenerci compagnia e ci addormentiamo.

Mattina alla casa di Leonardo

La giornata inizia lenta. Abbiamo il tempo di riposarci perchè la casa di Leonardo apre alle 10. Scattiamo qualche foto in giro e attendiamo l’apertura.

La visita alla casa non è stata esattamente quello che ci aspettavamo ma il filmato con la storia di Leonardo ci ha colpito. La freddezza delle persone la riscontriamo anche qui, a causa della poca loquacità dei due ragazzi che si occupano delle visite, che non sono guide e che si limitano a fare biglietti ed aprire le stanze. E’ una visita che si può tranquillamente evitare, visto che la casa si può vedere da fuori (e nelle stanze ci sono cose che potrete trovare nel museo del paese).

E’ quasi ora di pranzo, decidiamo di scendere a Vinci per parcheggiarci vicino al centro.

Mi scoppia un mal di testa fortissimo, con un rapido calcolo ipotizzo possa essere legato alla mancanza di liquidi (perchè ho il brutto vizio di distrarmi e dimenticarmi dei bisogni primari) così mi stendo sul divanetto e sorseggio acqua mentre Andre si occupa di quel tubicino che continua a perdere acqua fuori dal camper.

Mangiamo un risotto che, non avendo letto bene le istruzioni, rimane liquido ma contribuisce alla mia idratazione, e ci incamminiamo verso il centro.

Pomeriggio a Vinci

Dirigendoci verso il museo incontriamo un ragazzo che ci chiede se abbiamo bisogno di informazioni e ci invita a fare un giro nel suo negozio di vini. Non ci andiamo, in quanto astemi, ma lo ringraziamo per l’offerta. Notiamo un’approccio turistico, commerciale…Essendo un luogo turistico, gli abitanti sono abituati ad avere gente di continuo, rispetto ai paesi di prima. Sono più socievoli, sicuramente, ma percepisco una sorta di distacco.

Visitiamo entrambi i musei dedicati a Leonardo e la parte più emozionante è stata la proiezione sulla vita di Leonardo, non più con l’attore, come nella casa di Leonardo, ma con disegni e fotografie. Nel museo ho anche provato a realizzare la scala che Leonardo ha disegnato nell’Adorazione dei Magi, cosa che mi ha permesso di entrare ancora di più nell’atmosfera del luogo.

Acquistiamo un piccolo souvenir nel negozio di fianco, scopriamo alcuni prodotti tipici del territorio come il Pecorino Monna Lisa e I Brigidini di Lamporecchio (cialde all’anice) e ritorniamo al camper.

Passiamo la notte all’area camper di Vinci dove scarichiamo e dove, a causa della stanchezza e della mancanza di internet, ci addormentiamo alle 21.30.

Domenica a Lucca

Mattinata dentro le mura

Alle 7 lasciamo l’area sosta e arriviamo a Lucca intono alle 8.30. Ci siamo subito diretti al Museo Villa Guinigi, gratuito essendo la prima domenica del mese, e poi abbiamo seguito l’itinerario toccando i punti più interessanti, tra chiese, piazze e monumenti.

Siamo saliti sulla Torre Guinigi per 5 euro: con tanti gradini, il fiatone, la paura di non passare per un paio di centimetri di troppo sui fianchi e godendoci un panorama fantastico sulla città.

Per la pausa pranzo abbiamo optato per “Strabuono” dove abbiamo gustato due panini con il pane pugliese ripieno di melanzane e zucchine arrostite, insalata e pomodori secchi. Abbiamo concluso il pasto con una coppetta di gelato da I gelati di Piero e abbiamo proseguito la visita nel museo di palazzo Mansi.

Abbiamo notato come Lucca non faccia al caso nostro. Estremamente turistica e abbastanza sporca. L’umore della gente del posto non ci è sembrato particolarmente alto, e l’interesse dei commercianti nei confronti dei turisti ci è parso forzato, come se seguissero un copione. Ho come avuto la sensazione di essere in qualche scena di quei film stranieri dove gli italiani vengono ritratti con i soliti clichè. Be, non hanno tutti i torti. Sicuramente si tratta di una visione pessimistica nostra, che alle grandi città e alla moltitudine di persone preferiamo tutt’altro. Ma questa è stata comunque la nostra impressione.

Pomeriggio sulle mura

Finita la visita al museo di palazzo Mansi, meno interessante di quello di prima ma molto bello esteticamente, decidiamo di passare sopra le mura per tornare al camper.

I piedi fanno male. Abbiamo camminato per 9 km con 16.000 passi circa. Non ne possiamo più, non vediamo l’ora di tornare a casa ma non sappiamo ancora quello che ci aspetta al ritorno.

Il viaggio verso casa: Toscana-Piemonte

Partiamo intorno alle 15.15 e usciti dalla Toscana l’autostrada inizia a formare code interminabili. Bilbo a volte raggiunge anche i 90 km/h ma la velocità media si aggira sui 70 km/h. Il brutto vizio del navigatore continua a presentarsi: più ci avviciniamo alla meta più l’ora di arrivo si attarda. Verso le 21 sostiamo a Carmagnola per una pizza e alle 22 arriviamo finalmente a casa.

Quanto abbiamo speso per 3 giorni in Toscana?

Autostrada (andata e ritorno): 70 euro (che nei prossimi viaggi eviteremo, quindi tranquillamente risparmiabili)

Diesel (andata e ritorno): 100 euro circa

Musei (per due persone): 32 (se non ci fossero stati i musei gratis avremmo speso qualcosa in più)

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